{"id":433,"date":"2021-12-18T18:13:13","date_gmt":"2021-12-18T18:13:13","guid":{"rendered":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=433"},"modified":"2021-12-18T18:13:24","modified_gmt":"2021-12-18T18:13:24","slug":"capodimonte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=433","title":{"rendered":"Capodimonte"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Le porcellane di Capodimonte<\/h4>\n\n\n\n<p>Furono i sovrani Carlo III di Borbone e sua moglie Maria Amalia di Sassonia a fondare nel 1743, all&#8217;interno della loro splendida reggia di Capodimonete, la <em>Real Fabbrica<\/em> dando cos\u00ec inizio ad una lunga tradizione. I sovrani si avvalsero di abilissimi collaboratori come il chimico Livio Ottavio Schepers, lo scultore Giuseppe Gricci e il decoratore <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGiovanni_Caselli_%28decoratore%29&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFQjCNFvVTRzvd02Bf4f_WfkCg3NYl2YYw\">piacentino Giovanni Caselli<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La porcellana che si produceva e si produce tuttora era diversa da quella prodotta nel nord europeo. La sua composizione infatti non conteneva iil caolino, ma una misto di varie argille e un legante: il feldspato. Era pi\u00f9 tenera e di un colore latteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il re Carlo quella della porcellana era la prediletta tra le manifatture reali di cui seguiva costantemente la produzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 plastica e pittorica degli artisti di Capodimonte raggiunse il suo culmine nel <a href=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSalottino_di_porcellana_di_Maria_Amalia_di_Sassonia&amp;sa=D&amp;sntz=1&amp;usg=AFQjCNEwGYupo8ljLtSdsRdaYkEJk7fdyA\">Salottino di porcellana<\/a> creato dallo scultore Giuseppe Gricci per la regina Amalia. Il re Carlo. Il figlio Ferdinando fond\u00f2 la real Fabbrica Ferdinandea e la produzione della porcellana che aveva attraversato un periodo di stasi, riprese. Nonostante i cambiamenti e le difficolt\u00e0 che la Real Fabbrica dovette affrontare durante la dominazione francese iniziata nel 1806. gli artisti continuarono a lavorare, ad insegnare le loro tecniche ed inventare dei nuovi stili<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l&#8217;unificazione d&#8217;Italia del 1861 e la fine della monarchia borbonica, la produzione di sontuosissimi ed elaboratissimi servizi da tavola fu sostituita da uno stile floreale decorativo che `e ancora oggi tipico della porcellana Capodimonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo adesso le fasi della lavorazione della porcellana:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Creare un modello di gesso, seguendo il disegno dell&#8217;artista<\/li><li>Il cesellista scolpisce a mano i dettagli dell&#8217;oggetto<\/li><li>L&#8217;artigiano versa nello stampo la porcellana liquida<\/li><li>Si lascia essiccare la porcellana nello stampo<\/li><li>L&#8217;oggetto viene rifinito: si eliminano imperfezioni e sbavature.<\/li><li>Cottura<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Guardiamo.<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Adesso guardiamo il video che mostra il salotto di porcellana della regina Maria Amalia, che si pu\u00f2 vedere nella Reggia di Portici, a sud di Napoli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Unique interiors in Naples: Stanza di Porcellana\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mki1HyKryBc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le porcellane di Capodimonte Furono i sovrani Carlo III di Borbone e sua moglie Maria Amalia di Sassonia a fondare<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":429,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-433","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/433","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=433"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":434,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/433\/revisions\/434"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}