{"id":847,"date":"2022-04-04T22:48:03","date_gmt":"2022-04-04T22:48:03","guid":{"rendered":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=847"},"modified":"2022-04-04T23:01:17","modified_gmt":"2022-04-04T23:01:17","slug":"episodio-8","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=847","title":{"rendered":"Episodio 8"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ottavo episodio<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Trama<\/h4>\n\n\n\n<p>Le strade di Lila e Elena si dividono. Lila si sposa con Stefano e in seguito, non avendo avuto successo con la vendita delle scarpe dei Cerullo, Stefano si sente costretto a chiedere l\u2019aiuto dei Solara che Lila detesta. Questo infatti compromette il suo matrimonio con Stefano. Elena, invece, progetta di andare a frequentare l\u2019universit\u00e0 a Pisa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Questionario<\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Elena \u00e8 sicura di amare Antonio?<\/li><li>Che cosa dice Elena durante la lezione al professore di religione?&nbsp;Che conseguenze hanno le sue affermazioni? Che cosa ci dice questo sulla scuola italiana del tempo?<\/li><li>Che cosa propone Nino a Elena? E chi corregge e modifica&nbsp;il saggio scritto da Elena?&nbsp;<\/li><li>E\u2019 facile la scelta dell\u2019abito da sposa per Lila?&nbsp;<\/li><li>Come va il negozio di scarpe dei Cerullo? I prezzi sono plausibili&nbsp;in quel quartiere?<\/li><li>Perch\u00e9 Lila non vuole che Silvio Solara faccia il compare di fazzoletto?<\/li><li>Come si comporta la maestra Oliviero, quando Lila le porta l\u2019 invito&nbsp;al suo matrimonio? Perch\u00e9 secondo te?<\/li><li>Che cosa succede al matrimonio che fa infuriare Lila?<\/li><li>Perch\u00e9 \u00e8 tesa la madre di Elena?<\/li><li>Chi sono gli invitati pi\u00f9 disposti ad intrattenere gli altri?&nbsp;E i pi\u00f9 sdegnosi e apatici?<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La canzone napoletana<\/h4>\n\n\n\n<p>La storia della canzone napolitana riflette ovviamente la storia di Napoli, dei suoi movimenti culturali, artistici, musicali, dei suoi sovrani, della cronaca e delle sue leggende. Per tracciare questa storia bisogna partire dal medioevo, dall\u2019epoca in cui regnava un sovrano illuminato: Federico II di Svevia. In quest\u2019epoca erano le lavandaie ad intonare canti in napoletano come accompagnamento al loro faticosissimo lavoro. La loro giornata consisteva nell\u2019andare a ritirare i panni da lavare nelle case, generalmente dei nobili, e trasportarli alla fonte, al pozzo o ad un ruscello dove, dopo averli lavati, li stendevano al sole per farli asciugare. Una delle pi\u00f9 antiche canzoni napoletane, \u201cJesce sole, nun te fa pi\u00f9 suspir\u00e0\u201d \u00e8 infatti l\u2019invocazione al sole delle lavandaie, affinch\u00e9 questo esca per permettere l\u2019asciugatura del bucato. Ascoltiamola nella seguente versione tratta dalla splendida <em>La gatta cenerentola <\/em>di Roberto De Simone, un\u2019opera teatrale in tre atti ispirata ad un racconto scritto dal napoletano\u00a0 Giovan Battista Basile nel XVII secolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"\u201cJesce Sole\u201d da \u201cLa Gatta Cenerentola\u201d di Roberto De Simone\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/l6-Ztdi5k9k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Ancora un\u2019intensa e drammatica interpretazione teatrale dei cori della lavandaie &#8211; figure non marginali nella tradizione&nbsp; culturale napoletana &#8211; tratta&nbsp; sempre da <em>La gatta cenerentola<\/em>.&nbsp; In questa scena una lavandaia racconta un suo sogno. In questo sogno&nbsp; il re la sceglie per fare di lei la sua amante, ma la madre la sveglia sul pi\u00f9 bello:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"2\u00b0 coro delle lavandaie\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3k8PlqkBsxU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando poi nel Trecento sal\u00ec al trono Carlo d\u2019Angi\u00f2, il figlio del Re di Francia, la capitale fu trasferita da Palermo a Napoli. In questo secolo, durante il regno angioino, soggiornarono a Napoli figure importanti della cultura italiana, come Boccaccio che a Napoli visse 13 anni, Petrarca e Giotto perch\u00e9 gli angioini amavano circondarsi di artisti e letterati. Nel Quattrocento sotto gli aragonesi, il napoletano divent\u00f2 la lingua ufficiale del regno, un conferimento che diede maggior dignit\u00e0 alla canzone napoletana. In questo periodo nasce un nuovo genere: la villanella, una forma di poesia musicale popolare, caratterizzata da temi amorosi, a volte anche comica e licenziosa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><\/strong>Nel Cinquecento la villanella conquist\u00f2 le altre corti d\u2019Italia e d\u2019Europa e dovette modificarsi per essere compresa dal nuovo pubblico lontano da Napoli. Una delle canzoni pi\u00f9 belle, ripresa da un\u2019antica villanella e rielaborata nel 1825 dall\u2019abate Genoino&nbsp;e da&nbsp;Guglielmo Cottrau&nbsp;\u00e8&nbsp;<em>Fenesta vascia<\/em>&nbsp;di autore anonimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il Cinquecento fu un periodo di grande splendore per Napoli, il Seicento fu un secolo funesto per la citt\u00e0. Nel 1631 ci fu una violenta eruzione del Vesuvio, paragonabile a quella del 78 d.c.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 tardi, a causa di una grave crisi economica e dell\u2019aumento delle tasse, il popolo napoletano insorse. Era il 1647 e a capeggiare la sanguinosa rivolta durata 10 giorni fu un pescatore: Tommaso Aniello, detto Masaniello. Dopo questa rivolta e l\u2019esecuzione di Masaniello il governo fu costretto ad alleggerire la pressione fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo periodo tormentato, segu\u00ec un evento funesto. Infatti, nel 1656 la citt\u00e0&nbsp; fu colpita da un\u2019epidemia di peste e mor\u00ec quasi la met\u00e0 della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E che ne fu della canzone napoletana? Alle villanelle si sostituirono le tarantelle, canti e danze accompagnati da tamburelli,&nbsp;nacchere,&nbsp;putip\u00f9, mandolino,&nbsp;fisarmonica,&nbsp;flauto,&nbsp;organetto&nbsp;ed altri ancora. Una delle tarantelle pi\u00f9 famose \u00e8 <em>Michelemm\u00e0<\/em>. Chi sia l\u2019autore del testo della canzone \u00e8 una questione molto dibattuta, cos\u00ec come molto discusso \u00e8 stato il suo significato. Ad ogni modo, secondo una tradizione popolare, Michellemm\u00e0 \u00e8 una ragazza dai capelli ricci come la scarola, nata in mezzo al mare come l\u2019isola d\u2019Ischia, che fa innamorare chi la vede. Ascoltiamola nella versione del gruppo musicale Napulantica:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Michelemm\u00e0 Napulantica\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/u5oswo6L5XE?start=1&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Molto in voga nel 700 fu l\u2019opera buffa in napoletano. Due buoni esemplari di questo genere sono <em>Le zite \u2018n galera<\/em> (le fidanzate in galera) composta da Leonardo Vinci e <em>Lo frate nnammorato <\/em>di Giovanni Battista Pergolesi, anche se il popolo continu\u00f2 ad amare e produrre tarantelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni modo, il periodo d\u2019oro della canzone napoletana comincia nell\u2019Ottocento e continua sino all\u2019immediato dopoguerra. Il repertorio della cosiddetta canzone classica napoletana \u00e8 costituito da brani di poeti, parolieri e compositori importanti come Salvatore di Giacomo. Roberto Murolo e Sergio Bruni. Come data di nascita della classica canzone napoletana conosciuta in tutto il mondo si indica quella di \u201cTe vojo bene assaje\u201d e cio\u00e8 il 1839. Del 1898 \u00e8 quello che possiamo considerare l\u2019inno della citt\u00e0 di Napoli, \u201cO\u2019 sole mio\u201d, scritta dal giornalista Giovanni Capurro. In seguito particolarmente amata e commovente fu \u201cO sordato nnammurato\u201d scritta&nbsp; da Aniello Califano nel 1915, anno in cui inizi\u00f2 la Prima Guerra Mondiale. Il regime fascista la mise all\u2019indice perch\u00e9 la considerava una canzone disfattista, un inno alla diserzione. Anche la seconda guerra mondiale lasci\u00f2 la sua impronta tragica&nbsp; sulla canzone napoletana. In \u201cMunasterio \u2018e Santa Chiara\u201d di Michele Galdieri un emigrante canta il suo desiderio di tornare a Napoli e la paura di trovarvi una citt\u00e0 distrutta dalla guerra. Il monastero di Santa Chiara fu distrutto dai bombardamenti e chi compose la sua musica, Barberis , mor\u00ec in Argentina, seppellito dalle macerie durante un terremoto. Della stessa epoca \u00e8 \u201cTammuriata nera\u201d che ha una storia estremamente interessante Nel 1945&nbsp;Edoardo Nicolardi&nbsp; che lavorava nell\u2019amministrazione di un ospedale di Napoli, un giorno sent\u00ec che nel reparto maternit\u00e0 era nato ad una ragazza napoletana nasce un bambino dalla pelle nera, fatto che aveva sorpreso un gran numero di persone, ma che aveva una spiegazione molto semplice: nel 1944 a Napoli erano arrivati ai Tedeschi erano subentrati i soldati americani, fra cui c\u2019erano&nbsp; molti uomini di colore. &nbsp;Edoardo Nicolardi&nbsp;and\u00f2 a casa e scrisse il testo di&nbsp;\u201cTammurriata nera\u201d poi il suo consuocero, un celebre musicista, compose la musica.<\/p>\n\n\n\n<p>La canzone occupa anche oggi una posizione centrale nella cultura napoletana, ma non vanta pi\u00f9 la qualita di un tempo, n\u00e9 gode della fama mondiale di cui ha goduto per secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ecco adesso il testo di \u201cLazzarella\u201d, scritta nel 1957 da Riccardo Pazzaglia e Domenico Modugno (noto in tutto il mondo come autore con Franco Migliacci di \u201cVolare\u201d, il cui titolo originale era \u201cNel blu dipinto di blu\u201d). \u201cLazzarella\u201d conquist\u00f2 il secondo posto al Festival di Napoli di quell&#8217;anno. In quest\u2019episodio di <em>L\u2019amica geniale<\/em> tutti gli invitati al matrimonio di Lila ad un certo punto ballano sulle note di questa canzone. Ascoltiamola cantata da chi l\u2019ha composta: Renato Carosone, autore di una canzone famosa a livello&nbsp; internazionale: \u201cTu vuo\u2019 fa\u2019 l\u2019americano.\u201d&nbsp; Poi leggiamola attentamente e proviamo a tradurre almeno qualche verso in italiano.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u201cLazzarella\u201d<\/h4>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Cu &#8216;e libbre sott&#8217; &#8216;o vraccio<br>e &#8216;a camicetta a fiore blu,<br>vu\u00f3&#8217;&nbsp; f\u00e1 &#8216;a signurenella<br>nnanz&#8217; a scola pure tu&#8230;<br>Te piglie &#8216;a sigaretta<br>quann&#8217; &#8216;accatte pe&#8217; pap\u00e1,<br>te miette gi\u00e1 &#8216;o rrussetto<br>comme vire &#8216;e f\u00e1 a mamm\u00e1&#8230;<br>Lazzar\u00e8&#8217;!&#8230;<br>Ma Lazzarella comme si&#8217;!?<br>tu a me mme piace sempe &#8216;e cchi\u00f9,<br>e vengo apposta pe&#8217; t&#8217; &#8216;o dd\u00ed,<br>vicino &#8216;scola d&#8217; &#8216;o Ges\u00f9&#8230;<br>Tu invece mme rispunne: &#8220;Eggi\u00e1,<br>io devo retta proprio a te&#8230;<br>Pe&#8217; me ll&#8217;ammore p\u00f3 aspett\u00e1,<br>che n&#8217;aggi&#8221;a f\u00e1?&#8230;nun fa pe&#8217; me!&#8230;&#8221;<br>Ah, Lazzarella!<br>ventata &#8216;e primmavera&#8230;<br>Quanno passe tutt&#8217; &#8216;e mmatine,<br>gi\u00e1 te spiecchie dint&#8217; &#8216;e vvetrine,<br>sulo nu cumplimento te fa avvamp\u00e1&#8230;<br>Ma Lazzarella comme si&#8217;,<br>tu nun mme pienze proprio a me,<br>e ride pe&#8217; mm&#8217; &#8216;o ff\u00e1 cap\u00ed<br>ca perdo &#8216;o tiempo appriess&#8217;a te!<br>Mo v\u00e8ne nu studente<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>nnanz&#8217; &#8216;a scola d&#8217; &#8216;o Ges\u00f9,<br>te va sempe cchi\u00f9 stretta<br>&#8216;a camicetta a fiore blu&#8230;<br>te piglie quatto schiaffe<br>tutt&#8217; &#8216;e vvote ca pap\u00e1,<br>te trova nu biglietto<br>ca te scrive chillu ll\u00e1&#8230;<br>Lazzar\u00e8&#8217;!&#8230;<br>Ma Lazzarella comme si&#8217;,<br>ce si&#8217; caduta pure tu&#8230;<br>Ll&#8217;ammore nun te fa mangi\u00e1<br>te fa suffr\u00ed, te fa penz\u00e1&#8230;<br>Na sera tu lle dice : &#8220;No&#8221;<br>Na sera tu lle dice : &#8220;Ma&#8221;<br>ma si nu vaso te v\u00f2&#8217; d\u00e1<br>faje segno &#8216;e s\u00ed senza parl\u00e1&#8230;<br>Ah, Lazzarella,<br>&#8216;o tiempo comme vola:<br>Mo te truove tutt&#8217; &#8216;e mmatine,<br>chino &#8216;e lacreme stu cuscino&#8230;<br>Manco na cumpagnella te p\u00f2 aiut\u00e1!<br>Ma Lazzarella comme si&#8217;!?<br>Te si&#8217; cagnata pure tu&#8230;<br>e te pripare a di&#8217; stu S\u00ed,&nbsp;<br>ma dint&#8217; &#8216;a cchiesa d&#8217; &#8216;o Ges\u00f9!<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il pranzo di nozze. <\/h4>\n\n\n\n<p>Adesso guardiamo la scena di quest\u2019episodio in cui l\u2019orchestrina suona questa canzone che invoglia molti invitati a ballare:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Lazzarella original track l&#039;amica geniale\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EqiZRqLCsBM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Che cosa avviene precisamente in questa scena? Quali tensioni mostra? Tra quali personaggi? Che cosa pensate della posizione della madre di Elena rispetto alla relazione della figlia con Antonio? Parlatene in coppie e poi illustrate la vostra prospettiva alla classe.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottavo episodio Trama Le strade di Lila e Elena si dividono. 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