{"id":93,"date":"2021-08-30T20:54:57","date_gmt":"2021-08-30T20:54:57","guid":{"rendered":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=93"},"modified":"2022-03-03T22:02:33","modified_gmt":"2022-03-03T22:02:33","slug":"literature","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/?page_id=93","title":{"rendered":"Letteratura"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Palermo agli occhi degli stranieri<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Johann Wolfgang Goethe<\/strong> nel suo <em>Italienische Reise<\/em> (<em>Viaggio in Italia<\/em>) loda la bellezza della citt\u00e0 di Palermo. Scrive infatti:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cNon saprei descrivere con parole la luminosit\u00e0 vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavit\u00e0 dell&#8217;insieme, il degradare dei toni, l&#8217;armonia del cielo, del mare, della terra\u2026 chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita.\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Anna-\u00c9lisabeth de Noailles<\/strong> romanziera e poetessa francese di origine romena ha detto nei suoi versi: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cLa natura assolata | i prati riarsi | il vetturino dagli occhi saraceni | i muli travestiti da sultani | al trotto sotto bianchi parasole | i muri bianchi corrosi dal sole | il paradiso tra le palme | il cielo colorato di splendore e di noia.| Se qui morir\u00f2, portatemi | vicino alla Senna | dove il cielo \u00e8 leggero: | avrei paura di non sentirmi morta | sepolta sotto gli aranci.\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>Oscar Wilde<\/strong> che visit\u00f2 Palermo nel 1900, rimase molto affascinato dai suoi (Conca d\u2019Oro) \u201cboschetti di limoni e giardini di aranci \u2026, di una perfezione cosi totale\u2026\u201d, da definirne gli agrumi \u201c<em>lampade d\u2019oro in una verde notte<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sigmund Freud<\/strong>, nel 1910 scrisse alla sua compagna Martha: \u201cPalermo \u00e8 stata un&#8217; orgia inaudita, che non bisognerebbe concedere a s\u00e9 soli\u2026Non avevo ancora osservato tutto insieme tanto splendore di colori, tanti panorami, profumi e anche tanto benessere\u201d. Molto lusinghiera questa descrizione di Palermo proprio perch\u00e9 fatta da chi aveva viaggiato in tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo storico inglese <strong>Denis Mack Smith<\/strong> ha scritto che nel Medioevo \u201cChi visitava Palermo, capitale araba, era impressionato dal fatto di trovarvi una popolazione composta da greci, longobardi, ebrei, slavi, berberi, persiani, tartari e neri sudanesi\u2026\u201d che vivevano in armonia in una citt\u00e0 amministrata con grande efficenza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Palermo nella letteratura italiana<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Luigi Pirandello, <em>L\u2019esclusa<\/em> (1901)<\/li><li>Luigi Natoli, <em>I beati Paoli<\/em> (1909)<\/li><li>Elsa Morante, <em>Menzogna e sortilegio<\/em> (1948)<\/li><li>Giuseppe Tomasi di Lampedusa, <em>Il gattopardo<\/em> (1957)<\/li><li>Leonardo Sciascia, <em>Porte aperte<\/em> (1987)<\/li><li>Roberto Benigni e Vincenzo Cerami,<em> Johnny Stecchino<\/em> (1991)<\/li><li>Santo Piazzese, <em>I delitti di Via Medina-Sidonia<\/em> (1996)<\/li><li>Carla Maria Russo, <em>La sposa normanna<\/em> (2004)<\/li><li>Giorgio Vasta, <em>Il tempo materiale<\/em> (2008)<\/li><li>Andrea Camilleri, <em>La rizzagliata<\/em> (2009)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Ascoltiamo<\/h5>\n\n\n\n<p>Adesso ascoltiamo una novella ambientata nella Palermo del Trecento, tratta dal Decameron di Giovanni Boccaccio. Che cosa racconta questa novella? La novella, la decima dell\u2019ottava giornata, narra di un mercante fiorentino, Niccolo da Cignano, soprannominato Salabaetto[1], che and\u00f2 a Palermo per vendere tessuti di lana.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019epoca, quando i mercati arrivavano al porto di una citt\u00e0 di mare, dovevano scaricare le loro mercanzie in un magazzino della dogana, darne un elenco e dichiararne il valore. I doganieri registravano sul libro della dogana tutta la mercanzia, riservandosi il diritto di pagare al mercante tutto o parte di essa. I sensali (mediatori) poi trovavano alla dogana informazioni sulla qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 delle mercanzie che vi erano depositate ed anche su chi erano i mercanti, per poter eventualmente trattare baratti e vendite, se volevano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"DECIMA NOVELLA, OTTAVA GIORNATA.\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Yszrm85edvA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>[1] Uno studioso italiano, Fabrizio Franceschini, ha ipotizzato che il soprannome \u201cSalabaetto\u201d sia una combinazione dell\u2019aggettivo arabo \u201csalabi\u201d che significa simpatico e di bell\u2019aspetto e il suffisso diminutivo\/vezzeggiativo italiano -etto.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">La novella (testo in versione facilitata)<\/h4>\n\n\n\n<p>Questo avveniva anche a Palermo dove c\u2019erano anticamente ed anche in quei tempi, femmine bellissime di corpo, ma nemiche dell\u2019onest\u00e0, le quali da chi non le conosceva erano ritenute donne onestissime. Esse, dedite non a radere ma a scorticare gli uomini, come vedevano un mercante forestiero, si informavano alla dogana di ci\u00f2 che aveva e di quanto avrebbe potuto guadagnare. Poi, con gesti piacevoli e amorosi, li adescavano e li facevano innamorare. Gi\u00e0 ne avevano attirati molti, ai quali avevano tolto buona parte della mercanzia, talvolta anche tutta. Altri, ancora, ci avevano rimesso non solo la mercanzia, ma anche la nave e vi avevano lasciato la carne e le ossa, tanto la barbiera aveva saputo usare il rasoio. Un giorno arriv\u00f2, a Palermo mandato dai suoi capi, un giovane fiorentino, Niccol\u00f2 da Cignano, soprannominato Salabaetto, con tanti panni di lana che non aveva venduto alla fiera di Salerno. Questi panni potevano valere cinquecento fiorini d\u2019oro.<\/p>\n\n\n\n<p>Pagata la tassa ai doganieri, Salabaetto lasci\u00f2 i suoi panni in un magazzino e cominci\u00f2 ad andare in giro per lla citt\u00e0, per divertirsi. Salabaetto era un bel giovane biondo e quando lo vide una di quelle barbiere, che si faceva chiamare madama Biancofiore, prov\u00f2 subito un grande interesse. Il giovane se ne accorse e, ritenendola una gran bella donna, pens\u00f2 di potersi abbandonare a quel possibile amore. Senza parlarne con nessuno, cominci\u00f2 a passare davanti alla casa di lei. Biancofiore, fingendo di essersi innamorata di lui, gli mand\u00f2 una sua femmina esperta nell\u2019arte amorose, la quale, con le lacrime agli occhi, gli disse che la sua bellezza aveva conquistato la sua padrona, che non trovava pace n\u00e9 notte, n\u00e9 giorno e voleva incontrarsi con lui in un bagno, in segreto. Detto ci\u00f2, prese un anello della padrona dalla borsa e glielo don\u00f2. Salabaetto, udendo quelle parole, fu l\u2019uomo pi\u00f9 lieto del mondo. Preso l\u2019anello, se lo freg\u00f2 sugli occhi, lo baci\u00f2, se lo mise al dito e rispose che se madonna Biancofiore l\u2019amava era ben contraccambiata, perch\u00e9 egli l\u2019amava pi\u00f9 della sua vita ed era disposto ad andare dovunque lei volesse e a qualsiasi ora. La messaggera port\u00f2 alla padrona la risposta e ben presto rifer\u00ec a Salabaetto in quale bagno si sarebbe dovuto trovare il giorno seguente, dopo il vespro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane, senza dire niente a nessuno, si rec\u00f2 all\u2019ora stabilita al bagno che la donna aveva preso. Presto arrivarono due schiave: una portava sul capo un morbido materasso e l\u2019altra un grandissimo paniere pieno di ogni ben di Dio. Steso il materasso su una lettiera, vi mise sopra delle morbidissime lenzuola di seta e un coperta di lino di Cipro, bianchissima e meravigliosamente ricamata. Poi, entrambe si svestirono, entrarono nel bagno e lo pulirono alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo, arriv\u00f2 al bagno la loro padrona con altre due schiave. L\u00ec fece gran festa a Salabaetto, lo abbracci\u00f2, lo baci\u00f2 e gli disse che le aveva messo il fuoco nell\u2019anima. Poi, entrambi nudi, entrarono nel bagno con le due schiave. Qui, senza che le altre lo toccassero, ella stessa, con sapone profumato di muschio e di garofano, lav\u00f2 delicatamente Salabaetto, poi si fece lavare dalle schiave. Fatto ci\u00f2, le schiave portarono due lenzuola bianchissime e fini, profumate di rosa; una vi avvolse il giovane, l\u2019altra la donna. Infine, condussero entrambi sul letto, dove, dopo che smisero di sudare, tolsero loro i teli, lasciandoli nudi. Tratti dal paniere vasetti di argento bellissimi, alcuni pieni di acqua di rosa, altri di acqua di fiori d\u2019arancio, altri di acqua di fiori di gelsomino, e ne spruzzarono tutto il contenuto. Infine li rallegrarono con dolciumi e preziosissimi vini. A Salabaetto sembrava di essere in Paradiso, guardava estasiato la donna e non vedeva l\u2019ora che le schiave se ne andassero per poterla prendere tra le braccia. Appena le schiave, al comando della donna, lasciata una piccola torcia nella camera, se ne andarono, Biancofiore abbracci\u00f2 il giovane e lui lei, con grandissimo piacere di Salabaetto, al quale sembrava che la donna si struggesse d\u2019amore per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Biancofiore e Salabaetto rimasero insieme per molto tempo, poi la donna si alz\u00f2e chiam\u00f2 le schiave. I due amanti si vestirono e, bevendo e mangiando, si rifocillarono. Infine, la donna, prima di andarsene, lo invit\u00f2 a cena a casa sua per quella sera. Salabaetto, molto preso dalla bellezza di lei e credendo di essere da lei amato, accett\u00f2 ben volentieri l\u2019invito, promettendole avrebbe fatto tutto ci\u00f2 che lei voleva.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, ritornatasene a casa, fece ornare splendidamente la sua camera e fece preparare un\u2019ottima cena, attendendo il giovane. Appena si fece buio Salabaetto arriv\u00f2 e, con grande festa e ben servito, cen\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cena, entrati in camera, sent\u00ec un profumo di legno di aloe e di varie essenze cipriane e vide un bellissimo letto decorato, che gli fece pensare che la donna dovesse essere ricca e importante. E, sebbene da informazioni prese aveva sentito mormorii sulla donna, si volle fidare e giacque con lei tutta la notte, molto piacevolmente. Al mattino ella gli mise nelle mani una cintura d\u2019argento con una bella borsa, dicendogli che gli affidava tutto quello che aveva. Salabaetto lieto l\u2019abbracci\u00f2, la baci\u00f2 e,uscito dalla casa di lei, se ne and\u00f2 al mercato, dove si recavano tutti i mercanti.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito si incontr\u00f2 spesso con lei, invischiandosi sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bel giorno Salabaetto vendette tutti i suoi panni in contanti, ottenendo un buon guadagno. Subito la bella Biancofiore ne fu informata, non da lui ma da altri. Quando Salabaetto si rec\u00f2 da lei, lei lo accolse abbracciandolo e baciandolo, tanto infiammata che pareva volesse morire d\u2019amore tra le sue braccia. Gli voleva donare due bellissime coppe d\u2019argento che il giovane non volle accettare, sapendo che ognuna valeva almeno trenta fiorini d\u2019oro. Alla fine, mentre si fingeva molto innamorata e disinteressata, una sua schiava, come le era stato ordinato, la chiam\u00f2. Si trattenne un po\u2019 fuori dalla camera, ritorn\u00f2 piangendo e, gettatasi sul letto, cominci\u00f2 a lamentarsi dolorosamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Salabaetto ,meravigliato, le chiese il motivo del suo dolore. Lei, dopo essersi fatta molto pregare, gli disse che aveva ricevuto lettere da Messina in cui il fratello le chiedeva di vendere ed impegnare tutto ci\u00f2 che avevano a Palermo e di mandargli, entro otto giorni, mille fiorini d\u2019oro, altrimenti gli sarebbe stata tagliata la testa. La donna continu\u00f2 a piangere, dicendo che non sapeva come fare per poter avere una tale somma in cos\u00ec poco tempo. Se per\u00f2 avesse avuto almeno quindici giorni, avrebbe potuto procurarsene molti di pi\u00f9, anche vendendo i suoi possedimenti.. Detto ci\u00f2, fortemente rattristata, continu\u00f2 a piangere. Salabaetto, a cui l\u2019amore aveva tolto ogni senno, credendo alle sue lacrime a alle sue parole, disse \u201cMadonna, io vi potrei dare non mille ma cinquecento fiorini d\u2019oro, se vi sta bene, se voi credete di potermeli restituire fra quindici giorni; per fortuna proprio ieri, ho venduto i miei panni, altrimenti non avrei potuto prestarvi nemmeno un soldo&#8221;. La donna, sentendo che il giovane prima di quella vendita il giovane non aveva un soldo, disse con falsit\u00e0 che, se l\u2019avesse saputo, gliene avrebbe prestati volentieri, non mille, ma certamente cento o duecento. Salabaetto rispose che poteva aiutarla e l\u2019avrebbe fatto volentieri. Biancofiore, tutta moine e lacrime, rispose che ella era gi\u00e0 sua senza quel prestito di denaro e lo sarebbe stata ancora di pi\u00f9 per la gratitudine di aver salvato la testa del fratello. Aggiunse che prendeva quei soldi malvolentieri e solo perch\u00e9 ne aveva bisogno, con la speranza di renderglieli al pi\u00f9 presto, impegnando, in caso di necessit\u00e0, tutte le sue cose. Salabaetto cominci\u00f2 a confortarla e rimase tutta la notte con lei. Al mattino, senza aspettare da lei alcuna richiesta, le port\u00f2 cinquecento fiorini d\u2019oro, che ella, sorridendo nel cuore e piangendo con gli occhi, accett\u00f2, con una semplice promessa verbale di restituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Come la donna ebbe i denari, cominciarono a mutare i suoi atteggiamenti. Mentre prima il giovane andava a casa della donna ogni volta che voleva, poi incominciarono a sopraggiungere mille scuse, per cui doveva presentarsi sette volte per poter entrare una sola. Non gli erano pi\u00f9 fatte le feste e le carezze di prima. Essendo passati pi\u00f9 di due mesi dal termine fissato per la restituzione del denaro, veniva pagato solo con promesse. A Salabaetto che aveva compreso l\u2019inganno della donna e la propria stupidit\u00e0, dato che non aveva alcuna prova scritta, n\u00e9 alcun testimone, non rimase che piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Avendo ricevuto dai suoi capi numerose lettere di richiesta dei denari ricavati dalla vendita dei panni, decise di partire e salito su una piccola nave, se ne and\u00f2 non a Pisa ma a Napoli. A Napoli, in quel tempo, si trovava il loro compare Pietro del Canigiano, tesoriere dell\u2019imperatrice di Costantinopoli, uomo di grandissima intelligenza e di sottile ingegno, amico di Salabaetto e della sua famiglia. A lui il giovane raccont\u00f2 tutto ci\u00f2 che gli era successo, chiedendogli aiuto e consiglio, affermando che non sarebbe mai pi\u00f9 tornato a Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro del Canigiano lo rimprover\u00f2 dicendogli \u201cHai fatto male, non hai obbedito ai tuoi maestri ed hai speso troppi denari in dolcezze, ma ormai \u00e8 fatto, bisogna trovare un rimedio\u201d, E. da uomo saggio, disse che cosa doveva fare al giovane, che subito decise di obbedire.<\/p>\n\n\n\n<p>Avendo ancora qualche denaro ed avendonegliene prestati altri il Canigiano, fece molte balle ben legate, compr\u00f2 ancora 20 botti di olio, le riemp\u00ec e, caricata ogni cosa, se ne torn\u00f2 a Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Affidate le balle e le botti ai doganieri e fatta scrivere ogni cosa, le fece mettere nei magazzini, dicendo che non si doveva toccare niente, finch\u00e8 non fosse arrivata altra mercanzia che lui attendeva. Biancofiore scopr\u00ec subito che la merce valeva circa duemila fiorini d\u2019oro e che quella che doveva arrivare ne valeva circa atri tremila. La donna pens\u00f2 di aver ricavato poco dalla sua truffa a Salabaetto, quindi decise di restituirgli i cinquecento fiorini per poter avere la maggior parte dei 5.000 e perci\u00f2 lo mand\u00f2 a chiamare. Salabaetto, divenuto pi\u00f9 furbo, vi and\u00f2. Lei, fingendo di non sapere niente di ci\u00f2 che aveva portato, gli fece una gran festa e gli chiese se si era preoccupato perch\u00e9 non gli aveva restituito i suoi denari alla data prevista. Il giovane, ridendo, disse \u201cMadonna, in verit\u00e0 mi dispiacqui un poco, come uno che si sarebbe tolto il cuore per darvelo, se voi l\u2019aveste gradito. Vi voglio dire che \u00e8 tanto l\u2019amore che ho per voi che ho fatto vendere la maggior parte dei miei possedimenti ed ho portata qui tanta mercanzia del valore di oltre 2.000 fiorini e ne aspetto da Ponente tanta altra che ne varr\u00e0 almeno 3.000. Intendo fare qui un\u2019azienda e restare qui per esservi sempre vicino \u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>E la donna gli rispose \u201cVedi, Salabaetto, mi piace moltissimo la tua decisione di fermarti qui, perch\u00e9 ti amo pi\u00f9 della mia vita, e spero di stare ancora molto tempo con te. Ma mi voglio scusare perch\u00e9, prima che te ne andassi, alcune volte volevi venire da me e non potesti, alcune volte venisti e non fosti accolto lietamente, come solevi e, oltre a ci\u00f2, non ti resi i tuoi denari al termine promesso. Devi sapere che, in quel periodo, ero molto addolorata e chi si trova in quella condizione, sebbene ami molto un altro, non pu\u00f2 dedicare molti pensieri a chi vorrebbe. Inoltre, devi sapere che \u00e8 molto difficile per una donna trovare 1.000 fiorini d\u2019oro. Ogni giorno le si dicono un sacco di bugie senza che ella ottenga ci\u00f2 che le \u00e8 stato promesso, perci\u00f2 \u00e8 costretta a mentire ad altri. Per quel motivo, non per altro, non ti rendei i tuoi denari. Poco dopo venni a sapere della tua partenza. Se avessi saputo dove mandarteli te li avrei mandati, ma, poich\u00e9 non lo sapevo, te li ho conservati \u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>E, fattasi portare una borsa, contenente il denaro, gliela consegn\u00f2, dicendogli di contarlo per vedere se c\u2019erano tutti i 500 fiorini d\u2019oro. Salabaetto lo conto e fu lietissimo, perch\u00e9 vide che c\u2019erano tutti I suoi 500 fiorini e li ripose. Poi la ringrazi\u00f2 e le disse che, incassati gli altri denari, sarebbe stato disponibile per ogni altra sua necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mostrando di essere ancora innamorato, il giovane riprese la relazione amorosa con Biancofiore e fu accolto con grande amore e grandi onori. Ma Salabaetto voleva punire l\u2019inganno subito, ingannando a sua volta la donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ella lo invit\u00f2 a cena a casa sua e lui and\u00f2 con un volto cos\u00ec malinconico e triste da sembrare in punto di morte. Biancofiore l\u2019accolse abbracciandolo e baciandolo e gli domand\u00f2 il perch\u00e9 di tale malinconia. Dopo essersi fatto pregare a lungo, disse \u201cSono distrutto perch\u00e9 la nave sulla quale \u00e8 la mercanzia che aspettavo \u00e8 stata presa dai corsari di Monaco, che chiedono un riscatto di 10.000 fiorini d\u2019oro. A me tocca pagarne 1.000 e non ho denari, perch\u00e9 i 500 fiorini che mi rendeste li ho mandati a Napoli per investimenti in tele da portare qui. Se vorr\u00f2 vendere adesso la mercanzia che ho qui, dovr\u00f2 svenderla a basso prezzo e ne ricaver\u00f2 poco e niente. Qui non sono ancora cos\u00ec conosciuto da trovare qualcuno che mi possa aiutare, perci\u00f2 non so che fare e dire. Se non mando i denari, la mercanzia sar\u00e0 portata a Monaco e non riavr\u00f2 pi\u00f9 nulla\u201d. La donna, tutta addolorata per la notizia, poich\u00e9 le sembrava di essere sul punto di perdere tutto, pensando a cosa poteva fare perch\u00e9 la mercanzia non finisse a Monaco, disse \u201cDio sa come sono rammaricata, se avessi i denari che ti servono, te li presterei immediatamente, ma non li ho. E\u2019 vero che c\u2019\u00e8 una persona che pochi giorni fa mi ha prestato i 500 fiorini da restituirti, ma presta ad usura e vuole il trenta per cento di interesse. Se ti volessi rivolgere a lei, dovresti dare un buon pegno ed io sono pronta ad impegnare tutti i miei averi e me stessa per poterti servire, ma il rimanente, come te lo procurerai?\u201d. Salabaetto comprese subito che l\u2019usuraio era la donna stessa e i denari di cui parlava la donna dovevano essere i suoi, quelli che lui le aveva prestato. Allora la ringrazi\u00f2 e disse che non avrebbe mai pagato un interesse tanto alto. Avrebbe preferito, invece, lasciare in garanzia la mercanzia che aveva in dogana, facendola registrare a nome di chi gli avrebbe prestato i denari. Ma voleva avere la chiave del magazzino, per poter mostrare la mercanzia, se fosse richiesto, e per essere sicuro che nessuna cosa fosse cambiata o rubata. La donna convenne che era giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giorno stabilito Biancofiore mand\u00f2 un sensale di sua fiducia, gli diede 1.000 fiorini d\u2019oro, che il sensale prest\u00f2 a Salabaetto. Il sensale fece scrivere a suo nome la merce che il giovane aveva nel magazzino; furono completati i contratti, che furono controfirmati in perfetto accordo, e ognuno se ne and\u00f2 per i fatti suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>Salabaetto, appena pot\u00e8, su una navicella, se ne torn\u00f2 a Napoli da Pietro del Canigiano con 1.500 fiorini d\u2019oro. Di l\u00ec mand\u00f2 a Firenze ai suoi maestri un rendiconto dei panni che gli avevano affidato.<\/p>\n\n\n\n<p>Pagato Pietro e tutti quelli cui doveva qualcosa, rise per pi\u00f9 giorni col Canigiano dell\u2019inganno fatto alla siciliana. In seguito, smise di fare il mercante e se ne and\u00f2 a Ferrara.<\/p>\n\n\n\n<p>Biancofiore, non trovando Salabaetto a Palermo, divenne sospettosa. Dopo aver aspettato ben due mesi, visto che non veniva, chiam\u00f2 il sensale e fece aprire i magazzini. Fece aprire prima le botti, che si credeva fossero piene di olio, e, invece, le trov\u00f2 piene di acqua marina, avendo ciascuna sull\u2019apertura, una certa quantit\u00e0 di olio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, sciogliendo le balle, ne trov\u00f2 soltanto due piene di panni, mentre tutte le altre le trov\u00f2 piene di capecchio (sfilacciatura). In breve, tutto ci\u00f2 che c\u2019era non valeva pi\u00f9 di 200 fiorini.<\/p>\n\n\n\n<p>Biancofiore, ritenendosi fregata, pianse i 500 fiorini, ma ancora di pi\u00f9 i mille prestati, dicendo spesso \u201cChi ha a che fare con un tosco non pu\u00f2 essere losco\u201d. Cio\u00e8 \u201cChi ha a che fare con un toscano non pu\u00f2 essere cieco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec rimase con il danno e con le beffe, perch\u00e9 trov\u00f2 uno che ne sapeva quanto lei.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Vocabolario<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Prima di leggere e durante la lettura della novella di Boccaccio, guarda il significato delle seguenti parole riportate qui sotto nell\u2019ordine in cui si trovano in neretto nel testo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dogana = Ufficio che esercita il controllo sulle merci che passano le frontiere di uno Stato e riscuote l&#8217;eventuale imposta (tassa).<\/p>\n\n\n\n<p>Scorticare = Togliere la pelle ad un animale<\/p>\n\n\n\n<p>Adescare = Attirare con un\u2019esca, ingannando<\/p>\n\n\n\n<p>Rimetterci = Perdere dei soldi in un affare<\/p>\n\n\n\n<p>Barbiera = Chi tagliava barba e capelli e faceva piccolo operazioni chirurgiche<\/p>\n\n\n\n<p>Fiorini = Nome di varie monete auree di diverso tipo, valore e conio, emesse nei secoli scorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Contraccambiare = dare o fare qualcosa di adeguato rispetto ad un dono o favore ricevuto<\/p>\n\n\n\n<p>Vespro = Parte del giorno intorno al tramonto<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni ben di Dio = Specialmente abbondanza di cibi in tavola<\/p>\n\n\n\n<p>Lettiera = Intelaiatura del letto su cui si pone il materasso<\/p>\n\n\n\n<p>Ricamata = Si dice di tessuto ornato con un lavoro di ago e filo<\/p>\n\n\n\n<p>Avvolgere = coprire qualcuno girando intorno al suo corpo<\/p>\n\n\n\n<p>Sudare = Traspirare<\/p>\n\n\n\n<p>Paniere = Cesto fatto con rami sottili e flessibili di alcune piante<\/p>\n\n\n\n<p>Spruzzare = Gettare, o mandar fuori con una certa forza una quantit\u00e0 di acqua o di altri liquidi, ridotta a gocce e schizzi pi\u00f9 o meno minuti:<\/p>\n\n\n\n<p>Non vedere l\u2019ora = Essere molto impaziente nell\u2019attesa di qualcuno o qualcosa di positivo<\/p>\n\n\n\n<p>Struggersi = Soffrire<\/p>\n\n\n\n<p>Rifocillarsi = Ristorasi con cibi e bevande<\/p>\n\n\n\n<p>Mormorio = Parole pronunciate a mezza voce<\/p>\n\n\n\n<p>Giacere = sdraiarsi sul letto<\/p>\n\n\n\n<p>Invischiarsi = essere intrappolato in una relazione<\/p>\n\n\n\n<p>Somma = Cifra, Ammontare<\/p>\n\n\n\n<p>Senno = capacit\u00e0 d&#8217;intendere, giudicare e operare nel modo pi\u00f9 giusto e conveniente<\/p>\n\n\n\n<p>Moina = Azione, comportamento e parole affettuosi ma spesso non sincere<\/p>\n\n\n\n<p>Rammaricato = Rattristato<\/p>\n\n\n\n<p>Impegnare = Dare qualcosa in pegno come garanzia di un debito<\/p>\n\n\n\n<p>Fare le feste = Dimostrare gioia all\u2019arrivo di qualcuno<\/p>\n\n\n\n<p>Balla = Grande sacco di tela usato per il trasporto di merci<\/p>\n\n\n\n<p>Truffa = Frode<\/p>\n\n\n\n<p>Botte = Grosso contenitore in legno per vino e oliio<\/p>\n\n\n\n<p>Azienda = Organismo costituito da beni e persone mirante al raggiungimento di uno scopo economico<\/p>\n\n\n\n<p>Sensale = Mediatore tra venditore e acquirente<\/p>\n\n\n\n<p>Inganno = Frode<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Discussione<\/h4>\n\n\n\n<p><em>Completa le frasi in maniera adeguata<\/em><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Quando arrivava una nave nel porto di Palermo, gli uomini che scaricavano le merci <strong><em><strong><em>_________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> profusamente.<\/li><li>Dopo il lavoro, i mercanti andavano a <strong><em><strong><em>____<\/em><\/strong><\/em><\/strong> in una taverna.<\/li><li>Salabaetto era molto <strong><em><strong><em>_____________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> perch\u00e9 aveva creduto alle menzogne di Biancofiore.<\/li><li>Interesse dei mercanti era guadagnare molti <strong><em><strong><em>_______________<\/em><\/strong><\/em><\/strong>.<\/li><li>Il povero Salabaetto <strong><em><strong><em>_____________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> di recuperare il denaro rubatogli da Biancofiore.<\/li><li>I <strong><em><strong><em>______________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> mediavano tra i mercanti e gli acquirenti.<\/li><li>Fortunatamente per loro, molti mercanti perdevano il <strong><em><strong><em>________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> per le belle siciliane.<\/li><li>Le schiave di Biancofiore portavano la frutta in un grande <strong><em><strong><em>______________<\/em><\/strong><\/em><\/strong>.<\/li><li>Sulle tavole dei ricchi siciliani c\u2019era <strong><em><strong><em>_________________________<\/em><\/strong><\/em><\/strong>.<\/li><li>La <strong><em><strong><em>__________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> conteneva un vino rosso ad alta gradazione.<\/li><li>Quando i mercanti toscani in Sicilia ricevevano un regalo o gli veniva fatto un favore, volevano sempre <strong><em><strong><em>__________________<\/em><\/strong><\/em><\/strong>.<\/li><li>Biancofiore <strong><em><strong><em>_______<\/em><\/strong><\/em><\/strong> sulla faccia di Salabaetto molte gocce di acqua al gelsomino, di cui era pieno il suo giardino.<\/li><li>La <strong><em><strong><em>______________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> registrava le quantit\u00e0 e il valore delle merci che arrivavano al porto.<\/li><li>Le barbiere siciliane <strong><em><strong><em>__________<\/em><\/strong><\/em><\/strong> solamente i mercanti pi\u00f9 ingenui.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Conversazione e scrittura. <\/h4>\n\n\n\n<p><em>Ricostruisci la novella con un compagno\/una compagna, rispondendo alle seguenti domande:<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Che cosa racconta questa novella? Pensi che ci sia una buona descrizione dell\u2019ambiente in cui si svolgono gli eventi? <\/li><li>Come definisce Boccaccio quest\u2019ambiente e Palermo? Parlando dei suoi abitanti, o attraverso rumori, voci, colori, aromi, vegetazione? <\/li><li>Cosa potresti dire sui personaggi? Non solo su Salabaetto e Biancofiore ma anche su Pietro del Canigiano a cui il giovane Salabaetto chiede consiglio. <\/li><li>Chi era quest\u2019uomo? <\/li><li>E, infine, che cosa ci dice questa novella sui rapporti tra uomo e donna nel quattordicesimo secolo?<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo agli occhi degli stranieri Johann Wolfgang Goethe nel suo Italienische Reise (Viaggio in Italia) loda la bellezza della citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":23,"menu_order":4,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-93","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/93","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/93\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":557,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/93\/revisions\/557"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/23"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/capitalitaliane.lrc.columbia.edu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}